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foto Fabrizio Vatieri

Se non dico sempre quel che penso
Non è che poi non penso 
A quanto schifo vedo attorno
Cerco solo di non perdermi le cose piú preziose
Lasciarmi, insomma, conquistare dall'amore

E a te invece scappa da ridere
Quando parto con le mie Filippiche
Che poi il cinema era meglio
Quando si stava meglio

Che voglia di buttare via
Tutte queste malinconie
Per tornare a volare
A quote più normali
Senza essere cinici
Ma nemmeno coglioni

 

Ma tu dimmi come fai a non perdere mai

Quel tuo credere nella gente,

Anche quando sai che mente

Anche quando è indifferente alla politica del niente

A chi soffre veramente,

E definirsi poi credente come proprio salvagente,In questo mare di solitude.

Se mi annoto tutto quel che dici
Non è per stalkerare
Ma piuttosto per guardare
Cosa c'è tra le parole
Mentre tu scorri veloce,
In questo mondo che mi scappa dalle mani.

E a te invece scappa da ridere
Quando parto con le mie filippiche
Che la musica era meglio quando si stava meglio

"Cioè ma vuoi scherzare? 
Ma non senti cosa c'è in giro?
Vuoi mettere la musica degli anni '80, '70, '60, '50, '40..."

 

Ma tu dimmi come fai a non perdere mai

Quel tuo credere nella gente,

Anche quando sai che mente

Anche quando è indifferente alla politica del niente

A chi soffre veramente,

E definirsi poi credente come proprio salvagente,In questo mare di solitude.

 

filippiche

Non sento bene, sei lì?

Non sento bene, sei lì?

Non sento bene, sei lì?

Partire così su due piedi

Sì lo so neanche a me, sai, mi va.

Diec'anni che non prendo un volo

Ho paura persino del tram.

Da quella volta che rimasi chiusa dentro al bagno di un treno per ore

Pensa che il primo pensiero eri proprio tu.

Partire così su due piedi

Ma mi spieghi poi dove si va?

Sei anni che non ci vediamo

Mi va bene anche un 'ciao come stai'.

Ma tu parli solo coi santi

Ché con la gente t'inciampi 

e cadi giù,

Chissà poi quante belle cose avrai da dire al cane.

 

Guarda che non ne so niente

Una mattina mi chiama papà

Dice che ci vuole uniti, un po' di malinconia con l'età

Tu poi che tanto fuggivi la vita di qua, il bar Voilà, 'no la sagra no'.

Strano non lo dica a te che ci lavori insieme.

Strano non lo dica a te che ci lavori insieme.

non sento bene

Dall'album "Il primo viaggio"


 

rua palmela

Neanche arrivato e non mi trovo più in questo via vai.

senza navigatori non sappiamo più dov'è

quel centro di gravità

ma poi chissà, che cosa voleva dire papà

che non ho l'età per perdermi 

come facevo a Rimini d'estate

tutti ad urlare aiuto mentre io a contare

le onde infrangersi sul lungomare

che poi é uguale

a star seduto qui a non pensare

che ti dovrei chiamare.

 

ma perdersi che male c'é

sennò cos'é che ci rimane da cercare

ma se non lo gridi al vento non puoi ricominciare,

e spiegalo tu a mia madre che ho perso il conto 

delle onde che si infrangono e non c'é più nessuno ad urlare aiuto.

Dall'album "Il primo viaggio"


 

tre stelle

Dall'album "Il primo viaggio"


 

Ma guardati, sei sceso prima solo perché c'è il buffet,

calmati, manco fossi un reduce

giri con fare indifferente mentre ti insinui tra la gente in fila

e poi chiedi due piatti,

"uno è per mia moglie sa", ma che dici,

non è ancora qua.

 

E allora abbuffati, fino all'ultimo boccone di tartare

che tanto qui, ci sarà un'altra crisi che ti salverà

basterà mettersi una faccia triste e fingere compostezza e austerità.

e con le mani ancora unte farsi pronti per l'arrivo del dessert

ma non ce l'ho con te, forse più con me 

se è tutta una scusa per non credere

se è parte di me che sono debole

come te, ma intanto io una casa non ce l'ho

e se per caso ce l'avrò

ci ascolteremo, insieme, ancora una volta

"Com'é profondo il mare"

 

ma intanto io una casa non ce l'ho

e se per caso ce l'avrò

ci costruiremo insieme paure di carta

per farle poi volare. 

Dall'album "Il primo viaggio"


 

al caffè

Trentacinque anni e sola, in un caffè

conto i trentacinque anni tra te e lui

te lo vedo sai, mi guardi con pietà

mi dici che l'amore un po' prende e un po' dà

che per amare devi un po' lasciar stare

e ricominciare.

Forse non é una questione di priorità

forse che l'amore che vedo così non va

se per amare devo finire ad ignorare

e rinunciare.

 

Prendi un altro po' di caffè

Facciamo venire le tre

Sai io non dicevo di te

Che cielo limpido c'è.

fuji

Dall'album "Il primo viaggio"


 

Ti piace qui?

Dici sempre che in vacanza non ci vai mai,

Che sono io quello che ha potuto sempre scegliere.

Ora che siamo qui insieme potremmo provare

A non specchiarci l'una nei sogni infranti dell'altro

E riderci un po' su?

 

Che poi lo sai,

Che finiamo a parlare in quel sushi bar,

Che non ci andrà

Di fare in conti con noi due.

Che vincerà il senso di dimostrare che tutto va bene

E che tutto é passato e che non c'é nemmeno più il tempo

Di riderci un po' su.

 

Ma che c'è? Una volta ti facevo ridere.

Ora sembri affogare tutti i pensieri dentro nella soia

Per non vederli più.

Forse sono io a non far ridere più

E mi va bene così,

Che non si é tutti dei comici.

Fai piano dai

Non vorrai mica svegliare mamma e pa,

Sì lo so, non é più una delle nostre fughe 

Di quando la complicità ci serviva a dividere il peso

Di sembrare grandi, poi grandi lo si é diventati

Ma il peso é ancora qui.

 

Scegli tu,

Basta che poi non finiamo in un sushi bar

A parlare di quanto bella era la vita pre-internet.

Di quando i dischi te li compravi e te li consumavi,

ora non c'é nemmeno più il tempo di memorizzare

Neppure Quello che ti piace.

 

Ma che c'è? Una volta ti facevo ridere

Ora sembri infilare parole per non lasciare buchi dietro di te.

Forse sono io a non far ridere più

Come quel film di Calà,

Come quei test sull'età

la barca

Dai vieni qua, metti un piede lì

la barca non è uno dei giochi tuoi

ci vuole co... controllo ma tu,

tu che ne sai, che a scuola non c'andavi mai.

Nemmeno agli scioperi.

Ma poi perché? 

Andare a Berlino per non trovare ciò che non c'è

e poi tornare.

 

Ma quando eri via, tu non sai, la barca è rimasta lì

le vele a metà.

senti che vento, ti porta via le inquietudini

in una scia di rimpianti, di alghe e sogni

dentro nel blu, di più, e chi si vede più.

Dall'album "Il primo viaggio"


 

il primo viaggio

Dall'album "Il primo viaggio"


 

Ed è come quando ero sicuro che due strade poi si rincontrano

questo viaggio insieme a te.

Ed è come quando ero sicuro che la vita non era un calcolo,

ed erano tutti con me.

Perché quando poi arriva il tempo di concretizzare ci si dice

"c'ho da fare".

Perché dopo tanti errori a decidere è soltanto la paura di sbagliare. 

Che mi prende e mi schiaccia e poi spegne la luce e non mi fa notare

che mi vuoi abbracciare. 

Cosa ridi, era solo un esempio. 

Sì però adesso abbracciami che non so più chi sono

e fa male, e fa bene.

Perché quando poi arriva il tempo di concretizzare ci si dice

"c'ho da fare".

Perché dopo tanti errori a decidere è soltanto la paura di sbagliare. 

Che ti prende e ti schiaccia e poi spegne la luce e non ti fa notare

che non sei poi speciale, 

che non sei niente in questo mare.

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